Animali morti per “Lo hobbit”: appello ENPA agli italiani: “non andate a vedere quel film”

Durante le riprese sono deceduti 27 animali tra cavalli, capre, pecore e polli. Il film nelle sale italiane dal 13 dicembre è già primo al botteghino.Immagine 

Comanda senza troppi problemi la classifica dei più visti della settimana con oltre 4 milioni di euro di incasso al botteghino, eppure ‘Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato‘ il film di Peter Jackson ispirato all’omonimo romanzo di John Ronald Reuel Tolkien uscito meno di una settimana fa qualche problemino sembra averlo. Secondo la Peta, ben 27 animali sarebbero deceduti durante le riprese in Nuova Zelanda “per negligenza e per l’inosservanza delle più elementari regole di accortezza nella detenzione degli animali”. La produzione smentisce, ovviamente. Ma ENPA ha deciso di raccogliere la dununcia e ora lancia un appello a tutti gli italiani: “Non andate a vedere ‘Lo Hobbit’!”.

“Siamo indignati. È inconcepibile che anche un solo animale debba soffrire e addirittura perdere la vita per sostenere l’industria del cinema e del divertimento”, si legge in una nota dell’Ente Protezione Animali che prosegue: “Se confermato, sarebbe gravissimo che la produzione e il regista del film abbiano fatto ben poco per rispettare le esigenze e le caratteristiche etologiche dei loro attori a “quattro zampe”, esponendoli a una situazione di terribile maltrattamento che nel nostro Paese viene sanzionata con il carcere”.

“Auspichiamo – conclude ENPA – che le autorità neozelandesi facciano chiarezza su questa triste e penosa vicenda prevedendo pene esemplari per i responsabili”.

 

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Botti Capodanno: dimezzate le morti di cani e gatti rispetto allo scorso anno

 

 

Sono in diminuzione del 50% rispetto al Capodanno dell’anno scorso le segnalazioni di animali morti a seguito dei botti giunte fino a mezzogiorno di oggi al telefono amico e agli sportelli online dell’Associazione italiana in difesa degli animali e ambiente (Aidaa).

Secondo una nota di Aidaa, le segnalazioni giunte riguardano 65 cani morti rispetto ai 132 dello scorso anno e 111 gatti rispetto ai 205 dello scorso anno. Complessivamente dunque gli animali morti sono 176 rispetto ai 337 dello scorso anno.

Le segnalazioni provengono principalmente da Campania, Lazio, Puglia e Lombardia. Molte invece, riporta l’Aidaa, le segnalazioni che riguardano animali fuggiti e vaganti sulle strade e autostrade italiane, al momento non si hanno invece notizie di incidenti stradali causati da animali in fuga perche’ spaventati dai botti.

”Si tratta di un bilancio sicuramente positivo rispetto a quello dello scorso anno – rileva Lorenzo Croce presidente di Aidaa – anche se per il quadro definitivo dovremmo attendere ancora un paio di giorni quando le segnalazioni sulle nuove entrate in canile ed il numero dei cani e gatti feriti ci daranno un quadro complessivo che speriamo non si aggravi”.

”Come per gli umani – conclude Croce – anche per gli animali le cose sono andate meglio, un po’ grazie al divieto di botti in molte località, ma anche per la maggiore sensibilizzazione verso i quattro zampe. Nei prossimi giorni manderemo al parlamento europeo oltre 15.000 firme a sostegno della nostra proposta di abolizione dei botti nelle proprietà private e nelle piazze pubbliche esclusi i giochi pirotecnici autorizzati”.

 

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Botti di Capodanno: animali terrorizzati

E ci risiamo… con l’avvicinarsi dei festeggiamenti per il nuovo anno si ricominciano a sentire i botti. Chissà se un giorno le persone si accorgeranno (o vorranno accorgersi) di quanti danni faccia lo scoppio di un petardo.

 

cane spaventato.jpgSi stima che ogni anno, solo in Italia, siano più di 5.000 gli animali (domestici e selvatici) che muoiono nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio. 

Gli uccelli che vivono nelle città e che, quindi purtroppo, vivono appieno l’esperienza dei botti di Capodanno, hanno istintive e scomposte reazioni d fuga; ma spesso le condizioni di visibilità sono limitate e gli animali finiscono per morire scontrandosi con edifici, alberi, ecc.

 
 

Molti cani che si trovano all’aperto durante le esplosioni cercano in tutti modi di fuggire, divincolandosi da guinzagli o catene o scavalcando recinzioni; e infatti gli ingressi nei canili aumentano notevolmente durante le feste. Per non parlare dei ricoveri nelle cliniche veterinari sono tantissimi i cani e i gatti che scappando vengono investiti dalle automobili.

Ma anche gli animali che rimangono in casa (o quelli ospitati in canili e gattili) vengono colpiti dalla paura per questi rumori forti e improvvisi e spesso questa paura si trasforma in una vera e propria fobia, con sintomi quali tremori, vocalizzazioni, tentativo di nascondersi o fuggire, eliminazioni di feci o urine, distruzione di oggetti, forte aumento della salivazione, ecc. E questo non accade solo nella notte di San Silvestro, ma ben prima, dal momento che già ai primi di dicembre si sentono spari e botti.

Festeggiare il nuovo anno sparando i botti mi sembra un’assurdità.

Lo dico perché ho letto e perché ho ascoltato storie di animali terrorizzati e di proprietari che, di fronte al loro cane che ansima e trema, si sentono impotenti. In realtà non serve avere un cane o un gatto per capire che far scoppiare botti è il metodo peggiore per festeggiare l’anno nuovo. Basterebbe solo essere meno indifferenti

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La vita emotiva degli animali da fattoria

La vita emotiva degli animali della fattoria
Un documentario basato sul libro “Il maiale che cantava alla luna” dello scrittore di fama internazionale Jeffrey Masson. Adatto a tutte le età, particolarmente indicato per la visione nelle scuole medie inferiori e superiori, questo video mostra gli animali “da fattoria” per quello che sono realmente, esseri senzienti e non “macchine” come sono oggi considerati negli allevamenti intensivi. Nel video impareremo a conoscere questi animali, che solitamente non vengono né amati, né rispettati. Vedremo come vivono in natura, e come vivono invece nella dura realtà dell’allevamento, ma anche come potrebbero vivere se venissero rispettati, l’affetto che sanno dare e ricevere, la loro dignità, la loro bellezza, dentro e fuori. Evitare il loro sfruttamento e la loro morte dipende solo da noi: basta smettere di mangiarli.

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Ricetta panettone vegan, per un Natale cruelty free

 

Farina bianca da agricoltura biologica – 800 gr (io uso quella bio-logici della Coop oppure quella 00 delle Cascine Orsine)
Lievito di birra – 25 gr (1 cubetto)
Margarina vegetale – 200 gr (ho usato bio-logici della Coop)
2 alghe addensanti Agar Agar (2 stecche) in sostituzione delle uova e albumi
Fruttosio – 400 gr (ho usato Fruttil)
Canditi assortiti e uvetta sultanina per totali 150 gr
Mezza stecca di vaniglia
Sale – un pizzico
Latte di soja – 60 ml (io ho usato Bjorg)

Il giorno prima, in una ciotola, si scioglie il lievito di birra e un quarto della farina nel latte di soja tiepido. Dare all’impasto una forma arrotondata, coprirlo con un tovagliolo e lasciarlo lievitare, in un luogo asciutto e non freddo, per tutta la notte. Se avete una impastatrice per pane, potete fare tutto nell’impastatrice, che manterrà la temperatura interna costante (è un aiuto notevole, soprattutto negli appartamenti condominiali con riscaldamento centralizzato, dove la cucina passa da forno a ghiacciaia più volte al giorno).
Il giorno dopo riprendere l’impasto, ovvero la matrice di lievito, lavorarlo a lungo sulla spianatoia (o nella macchina impastatrice) con 100 g di farina e qualche goccia di acqua tiepida; poi coprirlo con un tovagliolo e farlo lievitare al caldo costante (ideale 26 gradi) per circa 2 ore.
A questo punto ripetere l’operazione usando altri 100 g di farina e aggiungendo acqua tiepida quanto basta per rendere l’impasto morbido ed elastico. Farlo lievitare per altre 3 ore.
Nel frattempo far rinvenire l’uvetta in acqua tiepida per almeno 1 ora. Idea in più: far rinvenire l’uvetta in acqua tiepida e maraschino.
Poco prima di riprendere l’impasto far sciogliere la margarina in un tegamino su fiamma molto bassa evitando che frigga, lasciandone da parte un po’ per ungere la tortiera; poi sciogliere anche il fruttosio e un pizzico di sale in poca acqua, sempre su fiamma molto bassa. Togliere dal fuoco, fare intiepidire e aggiungere lentamente, sempre mescolando, le due stecche di agar agar finchè non saranno completamente sciolte.

Imburrare una pirofila da forno alta e stretta o, ancora meglio, lo stampo da panettone. Io ho usato uno stampo Kaiser in alluminio per panettone, se usate uno stampo in rame stagnato internamente, non imburrare e infarinare prima di versare il composto.

Riprendere adesso l’impasto e tornare a lavorarlo con il resto della farina aggiungendo, poco alla volta, la margarina e il composto di fruttosio e agar agar. Lavorare a lungo l’impasto inserendoci verso la fine anche le uvette, ben strizzate ed infarinate e i cubetti di frutta candita. Disporlo nello stampo, coprirlo con un tovagliolo e lasciarlo lievitare per almeno 3 ore.
Accendere il forno e regolarlo su 180° C se forno elettrico ventilato, 200° C se non ventilato. Io ho usato 180° e ventilato. Mettere il panettone in forno solo quando la temperatura è quella giusta e sul ripiano più basso. Cuocendo, lieviterà ancora e va evitato quindi che tocchi la parte alta del forno. Farlo cuocere per circa 50 minuti o fino a quando si è ben colorato o la superficie è diventata bruna.

Sfornarlo e farlo raffreddare. Trucchetto: farlo raffreddare a testa in giù per evitare che le uvette e i canditi si depositino sul fondo. Basta girarlo su un piatto o tortiera, non si sforma.Immagine

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Menù per le feste vegan, per un Natale cruelty free

In Italia, come nel mondo, la cucina vegana sta prendendo piede da diversi anni. Sono nati veri e propri prodotti dedicati a chi segue questa dieta e non mancano i ristoranti specializzati. Tutto può diventare vegano, dal pranzo quotidiano alle occasioni speciali.

Vegano non è sinonimo di costrizione o carenza alimentare, è solo un modo meno diffuso di alimentarsi e di guardare al mondo. Anche un pranzo ricco e saporito, come quello di Natale, può vestirsi di prodotti esclusivamente vegani. Tante sono le proposte tra cui scegliere, alcune classiche e altre dai sapori e dall’aspetto più originale.
Senza perdere nulla in gusto e ricchezza, potrete festeggiare con portate che non utilizzano né carne né pesce e nemmeno latte e uova. Noi qui vi proponiamo alcune ricette, dagli antipasti ai dolci, che potrete divertirvi a combinare per creare il vostro personale pranzo di Natale vegano.

Ecco un’idea di menù per le feste vegano, per un Natale senza crudeltà:

Insalata delle melarance
Zucchine in scapece
Pomodori sfiziosi

Risotto alle clementine
Fusilli al verde

Seitan alla salvia e limone con
Porcini al gratin e
Lenticchie al curry

Croccante di arance
Torta Sacher

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Ricette per la preparazione del Menù:

Insalata delle melarance   

Ingredienti

Per 8 persone: 400 gr di germogli freschi di soia, 2 mele rosse, 5 o 6 arance, 2 cespi di insalata (lattuga o scarola o indivia), olio extra vergine d’oliva e sale

Preparazione

Preparate 400 gr circa di germogli freschi di soia (fatti in casa da voi con la soia verde oppure acquistati dal fruttivendolo o al supermercato).
Del germoglio si mangia tutto: è sufficiente sciacquarli e scolarli bene.
Lavate e tagliate in quarti una bella mela grossa (o due piccine); se le mele sono di coltivazione biologica non c’è bisogno di sbucciarle: gran parte delle vitamine, dei sali minerali e delle sostanze attive medicinali, come la pectina, si accumulano infatti nella buccia (purtroppo anche le sostanze chimiche usate come pesticidi e fertilizzanti).
Riducete gli spicchi di mela a cubetti e aggiungeteli ai germogli.
Pelate a vivo (cioè asportando con il coltello ben affilato non solo la parte esterna ma anche la pellicina bianca) due o tre arance di media grandezza, poi affettatele avendo cura di raccogliere l’eventuale succo che ne uscisse.
Il succo può essere amalgamato con un cucchiaio di olio di oliva extra vergine e un po’ di sale. Aggiungete le fette di arancia a mele e germogli e mescolate delicatamente.
Pulite un cespo di insalata (lattuga o scarola o indivia) e tagliatelo a pezzetti; usatelo come base per disporre il resto degli ingredienti e condite con la salsina al succo d’arancia, oppure semplicemente con olio e sale.

 

Zucchine in scapece   

Ingredienti

Per 8 persone: 1 kg di zucchine – 2 rametti di menta fresca – 3 rametti di basilico – 3 spicchi d’aglio – 2 dl aceto rosso – 2 cucchiaini di aceto balsamico – olio per friggere – sale

Preparazione
Tritate l’aglio con le foglioline di menta e basilico.
Mescolate il tutto con una mistura dei due aceti e un pochino di sale.
Affettate le zucchine sottili, per il lungo, e friggetele in abbondante olio ben caldo.
Scolatele e disponetele su carta da cucina.
Sistematele poi in un contenitore non molto grande, cospargendole ogni tanto con il trito aromatico.
Coprite con l’aceto aromatizzato, premete con la forchetta per fare uscire l’aria dagli strati e lasciate riposare 24 ore prima di servire come antipasto o contorno.

 

Pomodori sfiziosi   

Ingredienti

Per 8 persone: 5 pomodori (non troppo maturi ed un po’ sodi) – maionese di soia – funghetti sott’olio – olive – sale

Preparazione

Lavate i pomodori e tagliateli a fettine dello spessore di circa mezzo centimetro. Sistemateli su un tagliere o su un piatto e cospargeteli con pochissimo sale. Lasciateli quindi riposare per almeno mezz’oretta (preferibilmente anche un paio d’ore), in modo da lasciar uscire l’acqua che produrranno e che provvederete a togliere.
A questo punto disponete “artisticamente” le fettine di pomodoro (evitate di utilizzare anche le calotte finali perché presentano meno bene e sono un pochino dure) su un piatto di portata, mettendo su ciascuna un cucchiaino di maionese di soia e decorandole in parte con un’oliva ed in parte con un funghetto (alternandoli).
Avrete così ottenuto un antipasto stuzzicoso di semplicissima realizzazione.

 

Risotto alle clementine   

Ingredienti

Per 8 persone: 640 gr di riso – olio – brodo vegetale – 2 cipolle – 640 gr di spicchi di clementine – buccia grattuggiata di 4 clementine – panna di soia (2 tazzine)

Preparazione

Mettete un po’ di olio in una pentola e soffriggete il trito di cipolla.
Quando la cipolla è imbiondita aggiungete il riso, mescolate accuratamente
e aggiungete il brodo vegetale.
A 10 minuti dalla cottura aggiungete gli spicchi delle clementine e proseguite la cottura aggiungendo eventualmente altro brodo.
Al termine, incorporare al risotto la buccia grattuggiata delle clementine ed un paio di tazzine di panna di soia.

 

Fusilli al verde   

Ingredienti

Per 8 persone: 640 gr di fusilli – 5 mazzetti di salvia – 5 spicchi di aglio – 80 gr di gherigli di noci – 80 g ti tofu – olio d’oliva – latte di soia q. b. – sale

Preparazione

Servendovi di un mixer da cucina, tritate insieme i gherigli di noci, l’aglio sbucciato, sciacquato e asciugato con della carta assorbente e la salvia lavata con cura.
Versate il trito in un recipiente e aggiungete il tofu – che avrete prima sbriciolato con una forchetta – e l’olio d’oliva e amalgamate con un cucchiaio di legno.
Continuate a mescolare il tutto unendo poco per volta anche il latte, fino a quando avrete ottenuto una cremina omogenea.
Nel frattempo, lessate i fusilli in acqua salata, scolateli al dente e versateli in una zuppiera.
Conditeli con la salsa ottenuta e serviteli immediatamente caldi.

Note

Potete sostituire il latte di soia con della panna vegetale (di soia).

 

Seitan alla salvia e limone   

Ingredienti

Per 8 persone: 8 fettine di seitan al naturale – 1 cipolla – 6 cucchiai di olio di girasole (o di mais) – 8 foglie di salvia – 4 cucchiaini di shoyu (salsa di soia) – 2 cucchiaini di aceto di mele – scorza di 2 limoni grattuggiata

Preparazione

Tagliate il seitan a spezzatini.
Fate scaldare l’olio in una padella, mettete la cipolla affettata finemente e fatela appassire, aggiungete la salvia per insaporire la cipolla, mescolate bene, unite il seitan e rimescolate accuratamente.
Aggiungete alcuni cucchiai d’acqua (tenete quella di cottura del seitan contenuta nella sua stessa confezione originale), 4 cucchiaini di shoyu, 2 cucchiaini di aceto di mele e la scorza dei due limoni (biologici!).

 

Porcini al gratin   

Ingredienti

8 cappelli di porcino – 2 spicchi di aglio – 1 ciuffo di prezzemolo – 1 pizzico di origano – 2 cucchiai di pangrattato – mezzo bicchiere di olio – sale e pepe

Preparazione

Sistemate i funghi in una pirofila unta di olio, capovolti.
Preparate un trito finissimo a base di prezzemolo fresco e di aglio.
Versate il trito in una scodellina e aggiungete 2 cucchiaiate di pangrattato, un pizzico di pepe, una presa di sale, qualche cucchiaio di olio.
Mescolate bene in modo da ottenere una salsetta che distribuirete sui cappelli dei funghi. Aromatizzateli anche con un pizzico di origano, irrorateli con un goccio di olio, e fateli cuocere in forno moderatamente caldo (160°) per 15 minuti circa.

 

Lenticchie al curry   

Ingredienti

Per 8 persone: 800 gr di lenticchie già cotte – 2 cipolle – olio di semi – 1 rametto di rosmarino – curry – sale – pepe
Preparazione
Fate dorare le cipolle tritate molto finemente nell’olio, aggiungete le lenticchie, un rametto di rosmarino intero (che toglierete non appena inizia a perdere gli aghi), alcuni cucchiai di passata di pomodoro, un po’ di curry (a vostro piacere), sale e pepe. Mescolate accuratamente facendo cuocere per pochi minuti e servite caldo.

 

Croccante di arance   

Ingredienti

600 gr di scorze di arancia, 150 gr di mandorle pelate, 150 gr di pistacchi, 225 gr di zucchero, 450 gr di zucchero caramellato

Preparazione

Sgusciate i pistacchi, pelateli e spezzettateli.
Tagliate le mandorle a fettine e tostate il tutto in forno caldo per circa 10 minuti.
Pulite le scorze delle arance eliminando ogni residuo di pellicina bianca interna e tagliatele a listarelle molto sottili.
Portatele a bollore con 1/2 litro di acqua, scolate e ripetete l’operazione per altre 2 volte.
A parte, preparate lo zucchero caramellato in un tegame, unite le scorze scolate e fate sciogliere a fuoco dolce, mescolando con costanza per 15 minuti.
Infine aggiungete lo zucchero, le mandorle, i pistacchi e continuate la cottura per altri 10 minuti. Per finire, foderate una teglia larga, servendovi di carta alluminio , spalmatevi il composto con uno spessore di circa 1 cm e lasciate raffreddare completamente.
Tagliate il croccante a quadratini e servitelo in tavola.

 

Torta Sacher   

Ingredienti

Un veggolato (dolce vegan al cioccolato) – 200 gr di marmellata di albicocche – glassa di cioccolato fondente q.b.

Preparazione

Preparate innanzitutto il veggolato (dolce vegan al cioccolato), che è un’ottima base per la Sachertorte vegan.
Abbiate unicamente l’accortezza di prepararlo in uno stampo circolare.
Una volta sfornato e lasciato raffreddare, tagliatelo a metà come un panino.
Aggiungete quindi 200 gr di marmellata di albicocca (mezzo barattolo) e chiudetelo a “sandwich”.
Ricoprite il tutto con glassa di cioccolato fondente (che si può ammorbidire con olio, margarina o latte di soia).

 

Veggolato

Ingredienti

250 gr di latte di soia – 175 gr di farina 00 – 200 gr di zucchero – 100 gr di cacao amaro – la buccia grattugiata di un’arancia – 1 bustina di lievito – 1 bicchierino (fialetta) di rum

Preparazione

Mischiate zucchero e cacao con un cucchiaio, un po’ alla volta, a secco, schiacciando le palline (alternativamente metteteli nel frullatore qualche secondo, la miscela viene perfetta e con poco sforzo).
Aggiungete un po’ di latte e cominciate ad amalgamare, continuando ad unire il latte un po’ alla volta (10 cc per volta).
Dopo aver messo tutto il latte iniziate a mettere la farina un po’ per volta, sennò fa le palline.
Unite una bustina di lievito per dolci.
Mettete la fialetta di rum.
Aggiungete la buccia grattuggiata di un’arancia.
Se l’impasto è troppo duro, aggiungete un po’ d’olio d’oliva.
Potete anche aggiungere canditi, cioccolata fondente ed eventualmente frutta secca.
Ponete in forno caldo a 150 gradi per 40 minuti.
Non aprite il forno prima di 25 minuti sennò la torta s’affloscia.
Verificate la cottura infilando un coltello.
La casseruola deve essere unta e leggermente infarinata, inoltre deve essere alta, sennò il dolce deborda.

 

Glassa di cioccolato fondente

Ingredienti

1 tavoletta di cioccolata da 200 gr (oppure 2 da 100 gr cad.) – latte di soia (o di avena o riso) – margarina o olio (facoltativi)

Preparazione
Prendete un pentolino e fateci scaldare un po’ di latte di soia, aggiungeteci la cioccolata tagliata a tocchetti e mescolate fino a che si è sciolta completamente.
Per ottenere una glassa molto densa, utilizzate poco latte, invece per una glassa più liquida aggiungetene a vostra discrezione fino alla consistenza desiderata.
Nel caso risulti troppo liquida, potete eventualmente correggerla con un altro po’ di cioccolata oppure aggiungendo della farina: pochissima per volta, continuando a mescolare finchè si addensi.
Per rendere la glassa più “untuosa” potete eventualmente unire anche un po’ di margarina o di olio.

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Io sono 1474. La storia di un vitello.

è ora di mettere fine a tutto ciò, go vegan, cazzo!!

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